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Archivio mensile:gennaio 2014

Martedì 11 marzo 2014 al Garage Vian (Via Castelnuovo 10a Torino) alle h 21.00 si inaugurano, con la prima lettura del copione, le prove pubbliche a cadenza settimanale dello spettacolo “LA LEGGE”. Insieme a me interpreterà all’impronta il testo Giulio Baraldi (www.giuliobaraldi.com). In programma altre tre prove pubbliche al Garage Vian: martedì 18 marzo, mercoledì 26 marzo, martedì 1 aprile 2014.

Prima di scrivere informazioni dettagliate riguardo a “LA LEGGE” e alle prove attuali (più sotto in questo stesso post), provo qui a ricostruire il percorso che mi ha portato a credere nell’utilità di provare pubblicamente gli spettacoli.
Che cos’è una prova pubblica?
E’ fare vedere al pubblico un momento delle prove di uno spettacolo (in preparazione o in repertorio).
Perché lo si fa pubblicamente?
Per mostrare al pubblico un aspetto artigianale poco noto e per avere dal pubblico stimoli utili ad affinare la propria artigianalità.
Che cosa si può proporre?
Qualsiasi spettacolo che si sia disposti a provare pubblicamente, con uno spirito essenziale e avventuroso, in tempistiche e condizioni spaziali anche inidonee a ciò che la messa in scena finale prevede.
A che cosa bisogna essere disposti?
Ad agire provvisoriamente (anche con limitazioni tecniche e di organico), in uno spazio di dimensioni ridotte, consapevoli del fatto che tale spazio dovrà contenere sia gli attori sia il pubblico: cioè la prova pubblica stessa.

Sono alcune delle frasi che scrissi per presentare le “Prove pubbliche” che avviammo nello Spazio Opi (lo spazio che la nostra compagnia fondò nel 2011 insieme con la Compagnia GenoveseBeltramo, per poi operarvi costantemente sino alla fine del 2013).

Giovanni Moretti durante le prove pubbliche di "Bestiame etimologico" - 2012

Giovanni Moretti durante le prove pubbliche di “Bestiame etimologico” – 2012

Con quel progetto di prove pubbliche intendevo condividere con altri la possibilità di una sperimentazione della quale avevo scoperto da tempo l’utilità (valgono fra tutti, al riguardo, i concetti di incontro, empatia, provvisorietà, avventura e disordine intelligente affrontati sovente in questo blog): in primis, sin dal 2006, con il TEATRO STABILE DI STRADA® .

Ho descritto nell’articolo precedente come proprio le prove pubbliche furono il cardine di quelle andate-ritorno dalla strada ai teatri che hanno caratterizzato il mio lavoro di questi ultimi anni: condizionando l’allestimento di alcuni spettacoli che debuttarono in teatro (fra tutti il “Cristo muore in fabbrica: è solo un altro incidente”) e pure, con il progetto La vera storia di Hilario Halubras (venti prove pubbliche, nell’estate 2010, di fronte a Palazzo Nuovo a Torino)  permettendo di realizzare integralmente un altro spettacolo, “1863-1992 DI GIOVANNI IN OLTRE – Storia d’Italia e di persone da Giovanni Corrao a Giovanni Falcone“.

Proprio le prove pubbliche, con i principi che le caratterizzano, hanno poi contribuito alla nascita del progetto AZIONATE EMPATIE URBANE® (il non-luogo fatto di più luoghi vivificati da azioni empatiche precise e uniti da un “racconto” comune). Infatti soprattutto con il primo dei suoi risultati (la realizzazione dello spettacolo LA TRAGEDIA DELLA LIBERTA’, integrata alla diffusione del mito contemporaneo che ne è alla base) AZIONATE EMPATIE URBANE® ricalca e reinventa, estendendolo, lo spirito delle prove pubbliche: anche i provini per scegliere gli attori sono stati aperti al pubblico, sono in atto i prologhi pubblici e certo il mese di prove di realizzazione dello spettacolo avverrà con ampie fasi aperte al pubblico.

C’è uno spettacolo che sta nascendo da un copione di cui sono autore: si intitola LA LEGGE e vedrà in scena, oltre a me, Giulio Baraldi.

Giulio Baraldi durante le prove de "La legge"

Giulio Baraldi durante le prove de “La legge”


Dopo una breve fase di prove casalinghe, nasce l’urgenza di provare il copione pubblicamente, per sperimentarne l’efficacia con il pubblico, per modificarlo, per rischiare ancora una volta utili pubblici fallimenti, per mostrare ai cittadini i meccanismi di un mestiere, per coinvolgerli nella “direzione” dello spettacolo. La
direzione  intesa non tanto come mezzo per dare agli altri e a se stessi regole per potere agire, quanto come mezzo per agire con i modi che spazi, tempi, luoghi e relazioni suggeriscono. Intesa come dirigersi verso uno o più punti, visibili o invisibili, reali o immaginari; come cercare percorsi utili alla comunicazione e alla partecipazione; vestirsi di un rigore non dettato né imposto né previsto, ma frutto di scoperta progressiva e dunque necessario e connaturato all’autore e agli autori della scoperta.

Riprendendo i pensieri dell’inizio, per provare pubblicamente occorre essere disposti ad agire provvisoriamente (anche con limitazioni tecniche e di organico), in uno spazio di dimensioni ridotte, consapevoli del fatto che tale spazio dovrà contenere sia gli attori sia il pubblico: cioè la prova pubblica stessa.

Con le prove pubbliche de LA LEGGE – secondo il principio degli intelligenti disordini – si intende rendere sistematico e ricorrente, a cadenza settimanale, per un determinato periodo, l’incontro avventuroso con i cittadini: non importa sapere se, di volta in volta, saremo uno o entrambi gli attori, se leggerò o leggeremo o interpreteremo improvvisando, se leggeranno anche gli spettatori o altri attori una tantum, se al posto degli attori saranno degli oggetti a parlare.
Le prime quattro prove pubbliche avvengono al Garage Vian – uno spazio che offre possibilità conviviali e di incontro – non necessariamente sempre sul palco, certamente spesso seduti a uno o più tavolini, sia gli attori – o l’attore – sia il pubblico.

Dopo il primo e il secondo, le prove pubbliche de LA LEGGE costituiscono il terzo risultato di AZIONATE EMPATIE URBANE®.

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